“Spider-Man: Far From Home” | il nostro parere sul film

7

  • divertente
  • gli europei amano gli americani

Spider-man: Far From Home  è il capitolo conclusivo della “Fase 3” del Marvel Cinematic Universe. Il film che chiude i conti dopo gli eventi di Avengers: Endgame  e ne racconta anche alcune delle conseguenze più immediate.

Spider-man: Far From Home ha un fortissimo bisogno della sospensione dell’incredulità dello spettatore.
Ma non per i soliti motivi, per i quali vanno messe da parte logica e realismo, quando si assiste ad un film di supereroi.
In questo caso è il fil rouge della storia che appare incredibilmente incredibile: un gruppo di ragazzini di un liceo americano (non propriamente il liceo dove manderebbe i suoi figli Philip Banks, lo zio del Principe di Bel-Air), se ne vanno in gita in Europa.
Questa è la vera fantascienza, altro che “gita di scienze”.

 

È sempre avvilente scoprire come gli europei siano visti dagli americani e come  li dipingano nei loro film.
Fermi alla primavera del 1945, praticamente.
Per non parlare dell’idea che si è formata, nel loro immaginario collettivo, di noi italiani.
Manca solo che Peter Parker si rivolga ad un negoziante di Venezia apostrofandolo con “ehi italiano-pizza-baffi neri-mandolino“.
Ma chi avrebbe mai scommesso un centesimo sul fatto di sentire Stella stai di Umberto Tozzi, in un film Marvel?
Sì, “scivolascivolascivolascivolascivola”.

C’è da dire che agli olandesi andrà pure peggio.
Per dire.

Tolti questi elementi disturbanti, per il primo terzo di Spider-man: Far From Home si ha la sensazione che qualcosa non giri per il verso giusto.
Nick Fury (Samuel L. Jackson ha uno screentime che eguaglia la somma di tutti i minutaggi fino ad ora collezionati, nel corso dei 22 film precedenti) sembra tornato un po’ rintronato dai 5 anni passati come polvere sotto il tappeto.
Però, con una trovata simpatica, ci spiegano cos’è successo, tra la gente normale, al momento dello ‘snap’ di Thanos e cos’è successo al momento del ‘blip’, che è il ritorno alla vita, dopo lo schiocco delle dita di Hulk.

Tra le altre cose che non girano per il verso giusto c’è Mysterio, che è un supereroe.
Quello che nei fumetti è sempre stato un villain di serie B, i cui piani venivano smascherati con semplicità disarmante, quello che veniva deriso per la palla dei pesci sulla testa…
Quel Mysterio non esiste: qui c’è un bel ragazzo (sicuramente le ragazze che leggono sapranno trovare un termine più adatto!), con un costume stra-cool, che combatte gli elementali, creature di terra, acqua, aria e fuoco che minacciano le città europee.
Guarda caso, le città europee che sono meta della gita di scienze del Midtown High School.
Ed infatti Spider-Man da una mano, come puo’ e quando puo’.
Quando, cioè, non è impegnato a tacchinare MJ.

spider-man far from home 02

Ovviamente le sorprese non mancheranno e le cose che non vanno per il verso giusto, ci andranno, in un modo o nell’altro.
La storyline di Mysterio è stata condotta con buona maestria: un personaggio davvero riuscito, che rende onore ad un comprimario sempre al di sotto delle sue potenzialità, nelle sue precedenti apparizioni su altri media.

Spider-man: Far From Home si riallaccia, come tipologia di pellicola, al suo predecessore Spider-man: Homecoming.
Ma eredita un carico di gravità dagli eventi che hanno sconvolto il mondo Marvel nell’ultimo anno.
E la morte di Tony Stark è il punto focale, attorno al quale ruotano le aspettative / speranze / fraintendimenti della ricerca del ‘nuovo Iron Man’.
Sarà in grado Spider-Man di raccogliere l’eredità del suo amato mentore?

E da Homecoming si porta avanti un concetto che, verosimilmente, esploderà più in là: la frustrazione dell’uomo comune dovuta alla presenza ingombrante dei supereroi.

Il film scorre piuttosto divertente, spiccano le prove attoriali di Zendaya (MJ, l’interesse amoroso di Peter) e Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), oltre che quella di Jake Gyllenhall (Beck / Mysterio).
La battaglia finale brilla per l’originalità di alcune trovate registiche.
Ed anche per la sua frenesia: questa è l’idea che si creava nella mente leggendo le storie dell’Uomo Ragno nei fumetti!

spider-man far from home 03

Ma le due scene mid e post-crediti sono quelle che regalano i veri brividi!
La scena alla fine dei titoli di coda potrebbe aprire nuovi scenari per la Fase 4 del MCU.
La scena a metà titoli segna, invece, un ‘ritorno’ davvero particolare, che è l’esordio nel Marvel Cinematic Universe di un personaggio essenziale nelle storie del Tessiragnatele.

Durante un volteggio di Spidey sopra la città, una scritta su una palizzata ci comunica che “non vedono l’ora di mostrarci cosa arriverà dopo”.
Con i numeri fino al 3 cerchiati e collegati da una freccia che conduce ad un punto di domanda al posto del 4.
Un chiaro riferimento, appunto, alla Fase 4.
O forse…a qualcosa di ‘fantastico’, che ha a che fare con il numero 4??

 

Spider-man: Far From Home sarà nei cinema italiani a partire da mercoledì 10 luglio.

 

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