Star Wars: Gli Ultimi Jedi – curiosità, riferimenti e discussioni PIENE di spoiler!

Star Wars – GLi Ultimi Jedi è approdato al cinema ormai da qualche giorno.
Se non l’avete ancora visto, però, abbandonate questo articolo e dirigetevi, piuttosto sulla nostra recensione senza spoiler.

Qui si parla del film facendo riferimento a trama e sorprese, quindi c’è ricchezza di spoiler e non vi vogliamo rovinare la visione!

 

Ultimo avvertimento: seguiranno spoiler a pioggia!

 

 

 

 

Si parte e che la Forza sia con noi!
A questo proposito cominciamo con il parlare de…

 

LA FORZA

Molti sono rimasti perplessi durante le scene in cui Luke e Leia esercitano poteri finora sconosciuti ai frequentatori dei cinema (anche se in ogni film del franchise abbiamo avuto modo, di volta in volta, di scoprire nuove potenzialità della Forza).
Ma per chi si è sempre dilettato nel seguire le vicende degli utilizzatori della Forza (anche su libri e fumetti), in particolare quelle del fu Universo Espanso (ora Legends), questi poteri non sono una novità.

L’abilità di creare una perfetta illusione di sé stessi tramite la Forza, il cosiddetto Dopplegänger (che dal tedesco si traduce, circa, come “doppio viandante”), che Luke utilizza nella battaglia finale su Crait, è ben nota ai lettori dell’UE.
Abilità usata dallo stesso Luke (vedi questa tavola tratta da Dark Empire), da Dooku e dal Maestro Jedi Yarael Poof.

Un po’ meno precisa potrebbe essere l’identificazione del potere usato da Leia per resistere nello spazio e muoversi, fino a mettersi in salvo, nella parte non danneggiata dell’astronave colpita.

Sappiamo che i Jedi possono ‘quasi’ volare (si conoscono salti assimilabili a voli fino ad 1 km), perciò possiamo desumere che Leia, pur non essendo una Jedi, ma avendo la Forza che scorre potente dentro di sé, abbia usato questa abilità per sottrarsi a morte certa.

Senza scendere troppo nel dibattito, leggiamo le parole di Rian Johnson, per comprendere, almeno, i motivi di questa discussa scelta visiva:
“Mi piaceva l’idea che fosse una cosa istintiva. Come le storie che si sentono sui genitori di bambini piccoli, che rimangono incastrati sotto le auto, e loro le sollevano con una forza tipo Hulk.  È come una persona che annega che si salva da sola, è così che (la Forza) si manifesta per la prima volta in lei”.

A me piace pensare che Rian Johnson abbia voluto infondere, in quella scena, l’essenza di Star Wars.
Quella che segue è assolutamente una mia idea, non suffragata da dichiarazioni di alcun tipo.
Non so se la scena sia stata editata in post-produzione o se quella che abbiamo visto era la forma che si voleva presentare fin dallo script originale.

Tutti siamo rimasti scioccati apprendendo che Carrie Fisher era stata colpita da un attacco cardiaco, a bordo di un aereo, lo scorso dicembre.
Per 4 giorni abbiamo seguito le notizie che la riguardavano, scoprendo che stava lottando strenuamente.
Abbiamo creduto che la Forza fosse potente in lei. E che ce l’avrebbe fatta.
Purtroppo non è andata come nel film, ed è così che (io spero) il regista abbia voluto sintetizzare lo spirito che pervade la saga di Guerre Stellari. Che è sì una favola, ma che racchiude tutti i nostri sentimenti, le nostre emozioni, le nostre esperienze: è una favola in cui le cose non vanno sempre come vorremmo, però.
Invece, questa volta, la favola ha colto un istante di vita reale, cambiandone il finale e restituendocelo come avremmo davvero voluto che fosse.

I LIBRI

Alcuni hanno creduto che  i Libri Sacri della religione Jedi siano stati bruciati e si sono dispiaciuti di come Yoda possa aver distrutto quei testi così preziosi.
Invece, i Libri che abbiamo visto nell’Albero, si trovano ora sul Millennium Falcon.
Li possiamo scorgere in uno scompartimento, aperto da Finn, che sta cercando una coperta per Rose.
Forse Rey aveva presagito che Luke volesse cancellare definitivamente il retaggio dei Jedi e la ragazza li ha portati con sé.
E Yoda, a questo punto, ha potuto impartire una lezione al suo ex allievo Luke, senza però danneggiare il lascito dei Primi Maestri, sapendo che Rey aveva messo al sicuro i preziosi volumi, partendo da Ahch-To.

IL MOSAICO

Sul pavimento della grande caverna, in cima alla montagna di Ahch-To, si scorge un mosaico.
Si tratta della rappresentazione del Primo Jedi, il primo della storia, il fondatore dell’Ordine.
Non è dato sapere chi egli sia, ma grazie alla sua raffigurazione nel mosaico, possiamo affermare con quasi assoluta certezza che non sia un umano.
E no. Non è Snoke!

Tutte le considerazioni  sull’equilibrio della Forza risultano piuttosto ovvie guardando la figura: il nero che è sempre insito anche nel bianco e viceversa, come lo Yin e lo Yang.
Nell’Universo Espanso (precisamente nelle storie della serie Dawn of the Jedi, ambientate 36000 anni prima della battaglia di Yavin e della distruzione della prima Morte Nera), i primi Jedi (Je’daii) condotti sul pianeta Tython, che reagisce violentemente allo squilibrio nella Forza,  sviluppano una filosofia di equilibrio tra i lati chiaro e oscuro della Forza, che chiamano come le lune gemelle di Tython: il lato chiaro è Ashla ed il lato oscuro è Bogan.

È quantomai opportuno ricordare come il termine Je’daii derivi da due antiche parole Dai Bendu: je = mistico + daii = centro.
Gli Je’daii concentrano i loro studi sull’equilibrio, nei limiti dell’energia mistica che loro chiamano la Forza.
Se gli antichi Je’daii deviavano troppo verso il lato chiaro, o verso il lato oscuro, si ritenevano fuori equilibrio.
Quelli che viravano troppo verso il lato chiaro venivano mandati su Ashla, per contemplare Bogan. E chi virava troppo verso il lato oscuro andava su Bogan per meditare su Ashla fino a ritrovare equilibrio e fare ritorno. Se mai fossero stati in grado di tornare…

Tornando nell’Universo Canonico, Luke Skywalker è andato su Ahch-To, consapevolmente, alla ricerca di questa filosofia dell’equilibrio, per porre fine al conflitto tra lato chiaro e lato oscuro?
Forse non è riuscito nel suo intento a causa della disillusione che l’ha pervaso, dopo la ribellione di Ben?
Possibile che il prescelto della Profezia, colui che deve riportare equilibrio nella Forza, non fosse Anakin Skywalker, ma qualcun altro?

Ti riferisci alla profezia di colui che porterà equilibrio nella Forza. Tu pensi che sia questo… bambino? (cit. Mace Windu in La Minaccia Fantasma)

Secondo le intenzioni di Lucasfilm, questa Trilogia Sequel deve tirare tutti i fili dei precedenti Episodi per chiudere ogni discorso.
Se così fosse, la scelta di chi sia il Prescelto (sempre ammesso che esista e che la profezia sia veritiera) si ridurrebbe, probabilmente, ad un paio di individui: indovina chi?

 

SNOKE

Ciao.
Così: morto a metà del secondo film della trilogia.
Dobbiamo crederci?
Vista la successiva presa di potere da parte di Kylo Ren, evidentemente sì.

Quindi il Supremo Leader ha avuto un ruolo del tutto marginale in Star Wars?
Certo, ha corrotto il giovane Ben Solo per portarlo al Lato Oscuro, ma niente più di questo?
È pur vero che, anche ne Il Risveglio della Forza, Snoke non abbia mai dato veramente l’impressione di essere il vero cattivo della saga.

Dopo due anni passati ad architettare teorie su chi fosse, in realtà, Snoke (dalla reincarnazione di Anakin Skywalker a Mace Windu, da Palpatine a Darth Plagueis a…Jar Jar!), abbiamo scoperto che non era per nulla importante la sua vera identità.
Primo perchè la sua vera identità è quella di Snoke. E basta.
E poi perchè non è così rilevante ai fini della narrazione.

Probabilmente scopriremo di più circa le origini del Supremo Leader nelle pubblicazioni ufficiali che faranno seguito al film, ma dobbiamo presumere che egli sia stato solo il talent-scout di Kylo Ren.
Ora sappiamo che Snoke ha instillato nel suo giovane apprendista il conflitto interiore che l’ha lacerato al solo scopo di fare in modo che Rey lo percepisse e credesse di poter riportare Kylo al Lato Chiaro.
Snoke credeva, così, di poter arrivare a Rey.
Nell’istante in cui Kylo viene a sapere della macchinazione di Snoke, uccide il suo Maestro.

Possiamo essere abbastanza certi che si sia voluto far credere al pubblico che ci fosse un parallelismo ben definito con la Trilogia Classica, con una specie di Imperatore ed una specie di Vader, al suo guinzaglio, in modo da non far intuire subito chi fosse il vero villain.
L’ operazione ‘fumo negli occhi’ (‘smoke’, in inglese, suona pericolosamente simile a ‘snoke’, ma qui sto esagerando, lo ammetto!) è riuscita alla perfezione: tutti a farsi domande su questo personaggio dai lineamenti e dal corpo deformati e nessuno ha capito che non sarebbe stato lui il Grande Cattivo Finale da uccidere.

Alla luce dell’assassinio di Snoke da parte di Kylo Ren, possiamo leggere con occhi nuovi la frase dello stesso Kylo, rivolta al casco di Darth Vader:
“Perdonami. Lo sento di nuovo. Il richiamo della luce. Il Leader Supremo lo percepisce. Mostrami di nuovo il potere dell’oscurità. E non permetterò che niente ci ostacoli. Mostramelo, nonno… E io finirò ciò che tu hai iniziato”.
Vader non era mai stato nella posizione di dominare l’Impero.
Kylo Ren, ergendosi a Supremo Leader, ha finito il  percorso cominciato dal nonno: l’ascesa verso il massimo potere.

SNOKE (PARTE 2)

Come emerge da Star Wars : The Last Jedi – Visual Dictionary (il dizionario visuale di Pablo Hidalgo), Snoke pare sia il vero fanboy del defunto Impero Galattico.
Abbiamo pensato che Kylo Ren fosse ossessionato dal nonno, Darth Vader, dato che conserva il suo casco e ne utilizza uno anch’egli, ma Snoke va oltre.

La sua sala del trono, a cui si accede tramite ascensore, ha una certa somiglianza con quella di Palpatine.
E le sue Guardie Pretoriane ricordano clamorosamente le Guardie Imperiali.
Come descritto nel dizionario visuale, Snoke indossa un anello con una montatura di ossidiana, proveniente dalle catacombe sotto il castello di Darth Vader su Mustafar (che vediamo in questa scena in Rogue One).
Altro particolare interessante è che l’anello d’oro è inciso con glifi dei Dwartii, presumibilmente un riferimento ai Quattro Saggi che hanno prestato servizio come controversi legislatori e filosofi fin dagli albori della Repubblica Galattica.
Abbiamo già visto i 4 antichi filosofi (Braata, Faya, Sistros e Yanjon) rappresentati come sculture bronzee nell’ufficio del Cancelliere Palpatine, su Coruscant, in Star Wars: L’attacco dei cloni
(puoi vederle, seminascoste, in questa immagine tratta dal film o in questa riproduzione di Sistros e Braata).

A proposito di Palpatine: Luke parla di lui, a Rey, chiamandolo ‘Darth Sidious’. Non come ‘Imperatore’.
È la prima volta che viene nominato nella Trilogia Sequel e si usa il suo nome Sith!

I CAVALIERI DI REN

Snoke parla di Kylo come del Maestro dei Cavalieri di Ren ne Il Risveglio della Forza, Cavalieri che abbiamo visto, brevemente, all’interno della visione indotta a Rey dal contatto con la spada di Anakin Skywalker.
I Cavalieri di Ren non fanno alcuna apparizione ne Gli Ultimi Jedi.

Possibile che si sia già esaurita la loro presenza nel franchise?
Qualcuno sospettava che si fossero evoluti e trasformati nella Guardia Pretoriana di Snoke.
No, non è così (la Guardia Pretoriana è composta da “muti navigatori alieni, originari delle Regioni Sconosciute”).
I Cavalieri di Ren dovranno palesarsi in Episodio IX, poichè ci sono alcune immagini della suddetta visione che devono essere ancora approfonditi?
In ogni caso possiamo azzardare che fossero ex allievi di Luke (e non Accoliti dell’Aldilà, come altri, invece, avevano precedentemente azzardato).
Infatti Luke, nel raccontare a Rey i drammatici momenti della rivolta di Ben Solo, dice che al suo risveglio, dopo il crollo della dimora di Ben sulla sua testa, ha trovato il Tempio in fiamme e si è accorto che il figlio di Leia e Han era svanito,  insieme ad alcuni suoi allievi. Gli altri massacrati erano stati massacrati.

Che siano questi allievi fuggiti con Kylo i Cavalieri di Ren? Quasi sicuramente.

KYLO REN / BEN SOLO

Anche nell’Universo Espanso il figlio di Han e Leia, Jacen Solo, dopo essere stato addestrato da Luke, cede al Lato Oscuro.
Lui, però, era già un Jedi e non un apprendista con Ben Solo.
Ne Gli Ultimi Jedi vediamo che la spada di Ben, prima di diventare Kylo Ren, era blu.

I GENITORI DI REY

La risposta più semplice e plausibile.
Rey non ha alcuna parentela conosciuta.
A conti fatti, spulciando tra le date di nascita e di morte dei personaggi, avrebbe potuto essere la figlia di Luke o la nipote di Obi-Wan.
Il che avrebbe obbligatoriamente indirizzato la carriera Jedi di uno dei due verso l’ignominia: nell’Ordine, infatti, sono proibiti i legami sentimentali e quindi la procreazione (vedere alla voce Anakin e Padme).

Rian Johnson, regista e sceneggiatore del film, ha motivato la sua scelta: il fatto di essere figlia di qualcuno l’avrebbe resa una predestinata, ma la Forza, come ben dimostra la scena finale de Gli Ultimi Jedi, opera in maniera misteriosa e non sempre si trasferisce di padre in figlio.
Anzi, il solo Anakin è riuscito a tramandarla in maniera potente fino al nipote!

Rey è, ora, l’ultimo Jedi.
Forse un nuovo Jedi, come ha profetizzato Snoke ne
Il Risveglio della Forza.

Rivelare che i genitori di Rey l’abbiano venduta come schiava per un po’ d’acqua è la cosa più difficile da accettare per Rey.
Così come lo fu per Luke accettare che Vader fosse suo padre.
Non tanto per il fatto in sé, quanto perchè questa è la peggiore eventualità per i protagonisti.
E, diciamocelo, anche per il pubblico che ha teorizzato per 2 anni sulle origini della ragazza!

Rey è una eroina che si deve ritagliare un proprio ruolo da sola, senza un background a sostenerla: è anche una sua debolezza.
E Kylo Ren cerca di sfruttare tale debolezza per cercare di portare la giovane dalla sua parte…
Rey sentiva dentro di sé un richiamo. Si è sempre illusa che questo fosse il richiamo ad una appartenenza familiare. Si trattava invece della Forza, ed ora Rey ne è conscia.
“La Forza ti sta chiamando, lasciala entrare” diceva Maz Kanata ne Il Risveglio della Forza.

Rian Johnson ha sintetizzato il concetto attraverso la scena delle molteplici Rey, nella grotta del Lato Oscuro, spiegandola così:
“[Rey] scende giù e deve affrontare, proprio come Luke ha fatto nella caverna [su Dagobah, ne L’Impero colpisce ancora], la sua più grande paura. E la sua più grande paura è che, nella ricerca dell’identità, non ha nessuno su cui fare affidamento.
In questa ricerca della propria identità, che è una sua cosa personale, scopre che ci sono varie versioni del ‘chi sono io’ che si estendono all’infinito, tutte le possibili se stesse. Arriva alla fine cercando l’identità da qualcun’altro, cercando una risposta, ma lei è solamente se stessa”.

 

IL TRACCIAMENTO NELL’IPERSPAZIO

Come, cosa?
Ma da quando in qua?
Scandalo! Ora nemmeno saltando nell’iperspazio si è più al sicuro dai cattivi?

Già il fatto che si faccia le pulci ad una questione come questa, in un film ambientato tanto tempo fa in una Galassia lontana, lontana…
Ma Disney sta piantando molti semi che germogliano qua e là nei film di Star Wars.
Jyn Erso, in Rogue One, mentre sta cercando i progetti della Morte Nera, sul pianeta Scarif, si imbatte in molti file imperiali,  uno dei quali parla di “tracciamento attivo” (tutti gli altri promettentissimi nomi lasciano aperte migliaia di porte per il futuro della saga).
Il che significa che l’Impero stava lavorando a questa tecnologia da una quarantina d’anni.
Un’altra brillante dimostrazione di come Lucasfilm stia portando avanti una narrazione organica, coerente e godibile a più livelli.

IL FERRO DA STIRO

“Sembra un ferro da st…ah, ma È un ferro da stiro!”
Alzi la mano chi non ha pensato o detto questa frase, vedendo quella scena.
Rian Johnson ha rivelato che quell’inquadratura è un omaggio alla prima parodia starwarsiana della storia, ossia Hardware Wars, un cortometraggio del 1978 di Ernie Fosselius, in cui Ham Salad vaga nello spazio su un’astronave a forma di ferro da stiro, combattendo tostapane volanti!
Ham Salad ora è canonico!
(guarda Hardware Wars cliccando qui)

(grazie a Lorenzo Todaro per la segnalazione!)

I DADI

Non ci dovrebbe essere bisogno di specificarlo, ma per quei 12 là fuori, nella Galassia, che non lo sanno, i dadi che Luke porta ‘virtualmente’ a Leia e che Kylo Ren trova sul pavimento della base abbandonata, sono quelli che Han Solo teneva come gradito ricordo a bordo del Millennium Falcon.
Si tratta, infatti, dei dadi che gli hanno consentito di vincere la partita a Sabacc, contro Lando Calrissian, che aveva come posta in palio il pezzo di ferraglia più veloce della Galassia!
Vedremo questa leggendaria partita nel prossimo spin-off diretto da Ron Howard, in uscita a maggio 2018,  Solo – A Star Wars Story ?
C’è da scommetterci.

Una curiosità relativa a questi dadi: la produzione de Il Risveglio della Forza aveva dimenticato di inserirli nella ricostruzione del Falcon ed ha dovuto precipitosamente acquistarne un paio su eBay, in vista delle riprese, per 22 sterline.

L’ALTRO RUOLO DI LUKE

Mark Hamill, l’attore che interpreta Luke Skywalker nella saga di Star Wars, ha dato la propria voce anche ad un altro personaggio ne Gli Ultimi Jedi.
Si tratta di  Dobbu Scay.
Forse questo nome non ti dirà molto, ma se ti dico che è l’alieno ubriaco che su Canto Bight, il pianeta-casinò, inserisce le monetine in BB-8, sicuramente ti ricorderai di lui!

YODA

Computer grafica o pupazzo?
Rian Johnson chiarisce inequivocabilmente i dubbi:
“Abbiamo  ricreato il burattino dell’Impero Colpisce Ancora: Neal Scanlan e il suo team hanno fatto una copia del burattino di Yoda: non è solo una marionetta, ma è una replica esatta del burattino dell’Impero: hanno trovato gli stampi originali per farlo. Ho trovato la donna che ha dipinto gli occhi originali di Yoda, poi è arrivato Frank Oz ed ha lavorato con loro, per alcune settimane, per ottenere il burattino corretto, ha fatto molti test e un sacco di aggiustamenti con i creatori di pupazzi. L’ultima volta in cui Luke vide Yoda, era ne Il Ritorno dello Jedi e l’idea era di tornare a quella versione di Yoda, per formare la connessione emotiva con Luke.”

CAPITANO PHASMA

Dedichiamo un pensiero al personaggio interpretato da Gwendoline Christie.
Diciamocelo: un look terrificante (all’inglese, cioè: stupendo) per una profondità di personaggio terrificante (all’italiana).
Sprecato è il termine più adatto per quel che si è visto in Episodio VII ed Episodio VIII: aspettative completamente deluse.
Ma Rian Johnson ha dichiarato che “Phasma è il Kenny di South Park di questa saga”.
Dobbiamo pensare che lo rivedremo in Episodio IX?
Nel fumetto a lei dedicato fa decisamente una figura migliore di quella che fa nei film, in ogni caso.

RETCON

Giustizia è fatta!
Un orrore di doppiaggio del 1977 è stato corretto: finalmente Leia, nel messaggio per Obi-Wan affidato ad R2-D2, parla ora di ‘guerra dei cloni’ e non più di ‘guerra dei quoti’.
Vista l’acquisizione di Fox da parte di Disney, possiamo sperare che venga pubblicata la versione originale di Episodio IV con questa correzione di doppiaggio?

OMAGGI E TRADIZIONI

  • L’ascensore: anche ne Gli Ultimi Jedi assistiamo ad una scena che si svolge in un ascensore (con Kylo Ren che scorta Rey nella sala del trono di Snoke), così come da antica tradizione starwarsiana!
  • Il raggio stordente: in Episodio IV gli stormtrooper stordiscono Leia, sulla Tantive IV, con un blaster. L’effetto speciale era piuttosto rozzo e ci mostrava un raggio circolare blu che raggiungeva la Principessa di Alderaan, facendola svenire. In Episodio VIII, tocca a Leia utilizzare lo stesso identico raggio, sulla plancia della nave ammiraglia della Resistenza, ai danni della testa calda Poe.
  • “Ho un gran brutto presentimento”: la frase più ricorrente dell’intero franchise non è presente ne Gli Ultimi Jedi? Forse per chi non conosce il bibiottese.
    Il regista Rian Johnson ha confermato che la frase è pronunciata (bippando) da BB-8 nelle sequenze iniziali della pellicola, durante l’attacco di Poe Dameron alla corazzata del Primo Ordine. E Leia si dice d’accordo col droide, a dispetto della fiducia del pilota X-Wing.
  • La mano tagliata: una tradizione in Star Wars fin dal 1977! Anche se, in questo caso, la mano tagliata non è evidente come in altre occasioni, ma guardando meglio, si puo’ vedere come sul trono di Snoke, dopo che l’ex Supremo Leader crolla a terra tagliato in due, rimanga la sua mano sinistra. Un’altra tradizione rispettata!
  • Il latte: questa volta è verde e Luke lo ‘munge’ dalle creature chiamate sirene Thala.
    In altri Episodi di Star Wars abbiamo conosciuto il latte blu, fin dai tempi della zia Beru, che è prodotto dai Bantha.

I PIANETI

  • Ahch-To: in una poetica immagine, sul finire della pellicola, scopriamo che il pianeta scelto da Luke come sede del suo esilio, dove è tornato a fare il contadino (allevatore e pescatore), orbita intorno a due soli, proprio come Tatooine, il pianeta di origine del Maestro Jedi.
    La location dove sono state girate le scene ambientate su Ahch-To è Skellig Michael, isolotto a 17 km dalle coste irlandesi.

  • Crait: nel romanzo Leia: Princess of Alderaan scopriamo che la giovane Principessa stava indagando su alcune attività del padre adottivo Bail che la conducono sul pianeta di sale, teatro della battaglia finale ne Gli Ultimi Jedi.
    Leia scopre che Bail sta organizzando una base segreta su Crait, da cui sferrare un attacco all’Impero.
    La location dove sono state girate le scene ambientate su Crait è Salar de Uyuni, la più grande distesa di sale al mondo, in Bolivia.

  • Cantonica: il pianeta su cui si trova la Città-casinò di Canto-Bight.
    La location dove sono state girate le scene ambientate a Canto Bight è Dubrovnik, in Croazia.

 

 

 

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