Captain America – Civil War: La recensione di Nerdburger!

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Dopo trepidante attesa, finalmente habemus Civil War!

È periodo di scontri a base di mazzate nei roster dei supereroi delle case fumettistiche.

Visto il pipistrello contro il superuomo, non è che, invece, la scimmia per quest’altro particolare lungometraggio fosse tanto grossa…in fondo teneva solo 7 poltrone al cinema, dietro di me!
“Captain America: Civil War” prende a prestito il titolo di una grande saga dei Marvel Comics (‘Civil War’, appunto) che ne ha sconvolto lo status quo, coinvolgendo praticamente tutti gli eroi e gli antieroi dell’universo cartaceo della Casa delle idee.

Sul grande schermo, i personaggi finora introdotti sono in numero assai limitato e non c’erano i presupposti per ricalcare quanto visto sulle pagine dei fumetti (al cinema si conoscono le identità di quasi tutti gli eroi, mentre nei fumetti era proprio l’idea di rendere pubbliche le identità segrete dei personaggi ad essere al centro del dibattere).

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Intanto, però, se ne lanciano dentro un altro paio che, tanto per gradire, si chiamano Black Panther e Spider-man.
Due che, da soli, quando si vedono sullo schermo, bastano a far sgorgare lacrime, strappare applausi e suscitare gridolini isterici.
Due che stanno dalla parte sbagliata, peraltro!

Ma bisogna essere imparziali nelle recensioni e non si deve far trapelare per quale fazione si parteggi, se quella dell’eroico Soldato tutto d’un pezzo o quella del miliardario gnè gnè che ha combinato tutti i casini che hanno portato i governi del mondo a dire: “oh ragazzi, va bene giocare a pallone in cortile, ma si devono rispettare gli orari del regolamento di condominio e chi rompe i vetri poi li paga”.
Ed il miliardario a dire: “tanto io son pieno di grana…”
Ed infatti lui sta dalla parte dei matusa e dei go-go-governi.

Temevo che la storyline di “Captain America: Civil War”, a differenza dei fumetti, ovviamente più limitata, potesse apparire un po’ deboluccia e che non si arrivasse al sodo se non molto velocemente e superficialmente. I fratelli Russo, alla regia, invece, riescono nell’intento di rendere credibile la frattura avengeristica e riescono anche a far emergere le buone ragioni di tutti (più o meno: un paio di personaggi risultano un po’ schierati alla veloce, ma su 12 è un buon risultato).

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Certo lo scontro vero e proprio non ha la drammaticità dell’originale fumettoso ed, anzi, il tutto sembra risolversi abbastanza tranquillamente, ma come detto l’universo cartaceo e quello cinematografico sono nettamente diversi.

Il film è diviso in parti ben distinte, discorsi e legnate si alternano e sono parimenti interessanti: non ci sono momenti di stanca e non ci sono momenti in cui ti gira la testa perchè l’azione va avanti da tre quarti d’ora.

“Captain America: Civil War” non è un “Avengers 2.5”, ma un film di Cap a tutti gli effetti, perchè è pur vero che c’è dentro chiunque, ma la questione ruota perlopiù attorno a Steve Rogers e Bucky.

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Però c’era enorme attesa soprattutto per questo Spider-man che torna a casa (ancora prima del prossimo film tutto suo che si chiamerà proprio “Homecoming”), dopo due tentativi da parte di Sony, il lanciaragnatele ritorna sotto controllo Marvel e bastano quei 20 minuti (sì sì, non è un cameo! l’arrampicamuri ha un minutaggio discretamente alto!) per far dimenticare certi papocchi degli ultimi anni: costume un po’ retrò-un po’ no, humor tipicissimo, Tom Holland credibile al 100% come Peter Parker (anche se sta dalla parte sbagliata…e non ha modo di cambiare fazione come nel fumetto).

Grazie Marvel per aver riportato Spidey a casa (sotto tutti i punti di vista) e niente più ragnatele che sgorgano dal polso da sole o formule trovate alla Oscorp per crearle: tutta farina del sacco di Peter ed utilizzata da zia May per fare le torte.

E c’era enorme attesa anche per Black Panther: buttato nella mischia al volo, anche lui con le sue buone ragioni (sta dalla parte sbagliata, ma c’è un perchè), ed anche lui con un costume fighissimo, l’orgoglio di un re e le movenze che ci si aspetta da una pantera.

Per farla breve: il miglior film della Marvel fino ad oggi.
I Russo Brothers si superano dopo “Captain America: Winter Soldier” ed il modo in cui sono riusciti a gestire così tanti personaggi contemporaneamente, ognuno dei quali basta e avanza da solo, già fa venire l’acquolina in bocca per “Avengers III: Infinity War” (di cui saranno, fortunatamente, i registi)!
(nota di merito anche per aver ricreato su pellicola un paio di scene altamente iconiche di derivazione fumettistica: pagine che prendono vita!)

 

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