Ghostbusters (2016): la mesta recensione del “film”…

ghostbusters 2016
1,5

Forse sarebbe solo bastato chiamarlo “Ghostbusters ” per evitare di tirarsi addosso le ire del mondo nerd che, si sa, si affeziona parecchio alle sue cose, siano esse bambolotti o film in carne ed ossa.

Invece no, hanno proprio voluto fare il reboot di quello classico, di quello iconico, di quello storico. Di quello bello, in definitiva.

Non è un lavoro da femmine catturare fantasmi

dice un commento ad un video caricato da una delle protagoniste su youtube: acchiappafantasmE al femminile. Come idea, poteva anche essere buona. Magari come sequel. Un “Ghostbusters 3” insomma: le 4 figlie di Egon, Peter, Ray e Winston, (magari le nipoti? Le eredi “spirituali”?)

Un film cult non andrebbe più toccato, andrebbe lasciato lì a brillare di luce propria. Al massimo si potrebbe cercare di fargli un minimo di ombra con un numero 2 non all’altezza, se proprio non se ne può fare a meno (leggi “servono dollari e non si hanno idee” per rimanere nelle lande aykroydiane, consultare la voce “Blues Brothers 2000”).

ghostbusters 2016

Il remake o il reboot vallo a fare di film tipo tipo Ocean’s 11 del 1960, che vedrai che ti viene bene, ma lascia perdere quelli in cui le valenze di energia psicocinetica sono oltre i valori massimi.

Però capita che, certe volte, si riesca lo stesso a fare un film interessante, divertente, accattivante se preso in valore assoluto.

Ecco, non è questo il caso: Ghostbusters (quello del 2016) non fa nemmeno ridere. Ma non perchè lo si paragoni all’altro.
Proprio non ci riesce per i fatti suoi: è la fiera del precotto.

Alvaro Vitali sarebbe il giusto metro di paragone per genere e livello delle battute. Che già definirle battute è un favore che si fa agli sceneggiatori. E nel confronto, comunque, vincerebbe Pierino. A mani basse (in Ghostbusters, essenzialmente, manca solo la scena della serratura a parti invertite).

ghostbusters 2016

Nota di demerito per i cameo sparsi per il film: inutili e telefonati quelli degli originali acchiappafantasmi & Co. (lodi-lodi- lodi a Rick Moranis per essersi chiamato fuori). Completamente insensato quello di Ozzy Osbourne.

Nota di merito numero 1 (ironica) per gli effetti speciali che migliorano decisamente quelli del 1984: sembrano fatti, toh, almeno nell’86.

Nota di merito numero 2 (seria) per Chris Hemsworth (nel ruolo del segretario svampito delle 4 protagoniste: il reverse-Janine), l’unico a salvarsi in questo mare di vapore a erranza di quinta classe ruminato, rimasticato e ributtato.

 

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